Disappunto per la disinformazione generata dall’OMS sul Vaping

Per Fontem Ventures, azienda olandese proprietaria del marchio di sigarette elettroniche blu®, la campagna lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) relativa ai prodotti per il vaping pubblicata il 21 gennaio scorso, contiene una serie di affermazioni fuorvianti ed errate, oltre ad ignorare le numerose evidenze scientifiche a sostegno del continuo contributo della categoria alla riduzione del consumo e dei danni provocati dal tabacco. 

Tra le altre dichiarazioni, la campagna lanciata su Twitter:  

  • erroneamente lascia intendere che esista un reale dibattito sui pericoli del vaping rispetto al fumo; 
  • erroneamente attribuisce i casi di malattia e morte negli USA (la cosiddetta EVALI) all’utilizzo di prodotti contenenti nicotina; 
  • erroneamente suggerisce che il vaping sia pericoloso per gli astanti, nonostante le schiaccianti prove scientifiche dimostrino il contrario; 
  • erroneamente afferma che i liquidi per sigarette elettroniche siano “altamente infiammabili”. 

Ross Parker, Director of Corporate & Legal Affairs di Fontem Ventures, dichiara: “È sconcertante e deludente che l’OMS, data la sua influenza e reputazione significative in materia di salute pubblicaabbia suggerito che il vaping potrebbe essere più dannoso del fumo. Ciò è inutile nella migliore delle ipotesi  e, nella peggiore, rappresenta uallontanamento dai suoi stessi doveri – sia nei confronti dei fumatori adulti che del grande pubblico che meritano di essere accuratamente informati sui rischi relativi questi comportamenti”. 

L’Articolo 1(d) del Framework Convention on Tobacco Control (FCTC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il controllo del tabacco come “un insieme di strategie di offerta, riduzione della domanda e del danno che mirano a migliorare la salute della popolazione eliminando o riducendo il consumo di prodotti del tabacco e l’esposizione al fumo”. 

I prodotti per il vaping non contengono tabacco [1] e studi scientifici peer-reviewed [2] suggeriscono che il passaggio al vaping dalle sigarette tradizionali riduce sostanzialmente l’esposizione alle sostanze tossiche nocive [3] presenti nel fumo di tabacco combustibile. 

Un commento dettagliato su ciascuno dei punti indicati dall’OMS può essere letto qui.  

[1] https://www.blu.com/en/US/explore/explore-vaping/e-liquid/what-is-an-eliquid.html 

[2] L’Articolo 14 del Framework Convention on Tobacco Control dell’OMS afferma che “ciascuna Parte deve sviluppare e diffondere linee guida appropriate, complete e integrate basate su prove scientifiche e migliori pratiche, tenendo conto delle circostanze e delle priorità nazionali e adottando misure efficaci per promuovere la cessazione dell’uso del tabacco e un trattamento adeguato per la dipendenza da tabacco”. Il corpus di prove scientifiche a supporto del potenziale di riduzione del danno del vaping è ora significativo e un utile sommario può essere rintracciato a questo link: https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/457102/Ecigarettes_an_evidence_update_A_report_commissioned_by_Public_Health_England_FINAL.pdf 

[3] https://gfn.net.co/archive/downloads/2018/POSTERS/Grant%20O’Connell%20(POSTER%20II).pdf 

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